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Susan Stockwell

Susan Stockwell/ 2009

Susan Stockwell/ 2009

Il lavoro di Susan Stockwell assume molte forme da piccoli studi elaborati per grandi installazioni, sculture, disegni e collage. Si occupa di temi dell’ecologia, geo-politica, la mappatura, il commercio e il commercio globale. I materiali utilizzati sono i prodotti di uso quotidiano, domestici e industriali che pervadono la nostra vita. Questi materiali sono manipolati e trasformati in opere d’arte  straordinarie. Continua a leggere

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Foster e Guillermo Kuitca

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Guillermo Kuitca / Sacre 1992

Le grandi città offrono stimoli e grandi aree comuni, ma spesso sono avare di spazio per quanto riguarda le abitazioni private o le gallerie d’arte. Dove alloggiare il proprio ‘senso di casa’ quando l’appartamento in questione riesce a malapena a contenere noi? Come riuscire a ritagliare uno spazio espositivo degno di tal nome nei quartieri a più alta densità di edifici? Ci ha pensato l’architetto americano Norman Foster, che con ingegno e abilità è riuscito a ritagliare uno spazio tutto dedicato all’esposizione di opere d’arte sulla Side Lower East di Manhattan, una delle strade più trafficate di New York, dove lo spazio è veramente un sogno per pochi. Continua a leggere

Esther Kokmeijer

Esther Kokmeijer /Summary of the world/Installation / printed tape / 200cm x 250cm x 400cm / 2008

Esther Kokmeijer /Summary of the world/Installation / printed tape / 200cm x 250cm x 400cm / 2008

Nata a Brantgum (Friesland), The Netherlands. “Durante il viaggio, io acquisisco. Il mondo in generale, i collegamenti e i movimenti all’interno di quest’ultimo sono l’obiettivo principale del mio lavoro. Mi interessa l’origine della natura. Che forma hanno i paesaggi, interagire e interferire nella vita delle persone e viceversa. Ciò deriva da una voglia di scoprire, ordinare e rappresentare fenomeni naturali a livello mondiale su un livello macro e micro, per creare versioni gestibili di sistemi che sono troppo grandi. Continua a leggere

Daniele Alonge

Daniele Alonge/ 8 orizzonti, souvenier/ 2011

Daniele Alonge/ 8 orizzonti, souvenier/ 2011

Ciò che più  caratterizza Daniele Alonge è la volontà di ricercare un contatto diretto con lo spettatore, a volte coinvolgendolo attivamente, altre volte spiazzandolo ma, in ogni caso, sollecitandolo ad una riflessione problematica sulla realtà.E’ stato invitato da un gallerista di Torino, Alessandro Icardi; ha accettato e la sua opera “Morto in partenza” ha suscitato molto interesse e diverse sono state le pubblicazioni, una su tutte, quella pubblicata dal quotidiano “La Stampa”. L’opera  è ispirata al dramma dei clandestini che compiono il famigerato “viaggio della speranza” verso l’Europa, approdando nelle coste siciliane; non sempre un viaggio proficuo. Continua a leggere

Michael Gambino

Michael Gambino/Effetto frafalla/2013

Michael Gambino/Effetto frafalla/2013

La farfalla è simbolo beneaugurante sin dai tempi più remoti, metamorfosi e rinascita, emblema sia dell’effimero, sia di ciò che dura in eterno…è simbolo dell’anima.Rappresenta l’equilibrio, la trasformazione, i progetti di successo, la grazia e la capacità di accettare i cambiamenti; richiama il processo di trasformazione alchemica a cui è sottoposto ciascuno di noi, anche suo malgrado, durante la vita.È soprattutto la rappresentazione della libertà a cui ogni uomo aspira.Ma può un essere così piccolo come la farfalla avere una valenza così grande?Nelle opere di Gambino questo diventa possibile; Continua a leggere

Elin o’Hara Slavick: Bomb after Bomb

Elin o’Hara Slavick/ World Map

Elin o’Hara Slavick/ World Map

Elin O’Hara Slavick è professore di Arti Visive, Teoria e Pratica presso l’Università del North Carolina a Chapel Hill. Ha conseguito il master in fotografia presso la Scuola di Art Institute di Chicago e il suo BA da Sarah Lawrence College. Slavick ha esposto il suo lavoro a livello internazionale ed è autore di Bomb after Bomb: una cartografia violento, con una prefazione di Howard Zinn e saggio di Carol Mavor e dopo Hiroshima, con un saggio di James Elkins. E’ anche un curatore, critico e attivista. Continua a leggere

Reena Saini Kallat: Crease/ Crevice/ Contour

Reena Saini Kallat/Crease/Crevice/Contour (set of 10 prints)/Hahnemuhle Museum /2008

Reena Saini Kallat/Crease/Crevice/Contour (set of 10 prints)/Hahnemuhle Museum /2008

Crease/ Crevice/ Contour una raccolta di 10 fotografie, che ripercorrono l’evoluzioneLOC (Linea di controllo) tra l’India e il Pakistan, dall’ ottobre del 1947 al dicembre del 1948. Si riferisce alla prima delle quattro guerre combattute tra le due nazioni di recente indipendenza sopra la regione del Kashmir. Il risultato della guerra, colpisce ancora la geo-politica di entrambi i paesi a questo giorno, lasciando dietro di sé un profondo senso di sfiducia e molte cicatrici psicologiche.La fotopezzo comprende i nomi di coloro che hanno firmato l’appello di pace tra India e il Pakistan. Nel suo lavoro la L.O.C. ricorrente appare non solo come una demarcazione politica ma metaforicamente come una barriera sociologica tra la gente su entrambi i lati. Continua a leggere